L’ICZM
L’ICZM rappresenta uno tra gli indirizzi più innovativi e ambiziosi della politica comunitaria degli ultimi decenni. La sua importanza è dovuta, oltre al livello d’innovazione metodologica, al contesto territoriale oggetto dell’intervento: i territori costieri europei
L’ambito costiero europeo risulta per l’alta concentrazione di specificità, caratterizzazioni e problematiche un comprensorio strategico, inscindibile da ogni politica comunitaria tesa allo sviluppo.
Per meglio comprendere il peso dei territori costieri si pensi al dato che vede circa il cinquanta per cento della popolazione comunitaria risiedere entro una fascia di profondità di circa cento chilometri.
Dal punto di vista economico i territori costieri rappresentano una forte componente attuale e potenziale, che uno studio comunitario ha sostanziato nel PIL di uno stato europeo di dimensione medio piccola.
Sotto l’aspetto culturale e sociale l’ambito costiero è da sempre terra di frontiera, luogo d’incontro tra popoli, religioni e culture. Questo carattere si accentua ancora di più nel caso dell’area mediterranea, in un momento in cui lo scenario internazionale vede accrescere tensioni e mutamenti.
La Gestione Integrata delle Zone Costiere (ICZM) diviene la metodologia comunitaria per affrontare in tempo utile le problematiche dei litorali europei in una logica sinergica di lungo periodo, coinvolgendo gli attori locali e non riducendo ad un mero approccio empirico lo studio dei principali temi del territorio costiero. Vengono individuate delle main areas, di cui si analizza il trend attuale e si cerca di comprendere quello futuro, tutti gli aspetti delle singole main areas vengono poi ricondotti all’interno di un programma integrato che trova la sua ratio nei principi della sostenibilità e compatibilità.
L’ICZM diventa quindi non più un concetto astratto ma un approccio sistemico all’uso e alla gestione del territorio e delle sue risorse. Il passaggio, quindi, tra l’assunto della ’sostenibilità’ e la sua pratica applicazione, avviene affrontando i problemi pratici della gestione del territorio, di cui i più importanti sono stati precedentemente analizzati.
I cardini della Gestione Integrata delle Zone Costiere vengono definiti dalla Comunità Europea nei punti di seguito riportati:
Avere una panoramica di ampio respiro su problemi interconnessi;
Fondare le decisioni su dati precisi e completi;
Fondare le decisioni su dati precisi e completi;
Tenere conto di possibili sviluppi inattesi;
Coinvolgere tutti i soggetti interessati a tutti i livelli dell’amministrazione;
Usare una molteplicità di strumenti (leggi, programmi, strumenti economici, etc.).
Turismo
Tra le main areas un posto centrale riveste il turismo, settore di grande rilevanza economica, ma al tempo stesso volano di una forte pressione antropica.
Il turismo può quindi diventare anche la prima minaccia per quel vasto patrimonio di risorse ambientali e culturali, che sono il punto di forza del settore.
Inoltre il turismo, in alcuni casi è motivo di conflitto con le popolazioni locali, oppure punto di partenza per il mutamento del tessuto sociale; classico esempio è quello delle isole greche dove si rimarcano sempre più, in termini di usi e costumi, le differenze tra giovani e anziani, con la conseguente perdita d’identità culturale.
Pesca
Altro settore economico centrale rispetto alle aree costiere è la pesca, comparto che ha visto negli ultimi decenni un progressivo declino, dovuto soprattutto allo sfruttamento intenso e all’inquinamento delle acque.
La Comunità ha implementato una serie di strumenti atti a rimodulare il settore verso produzioni sostenibili e compatibili, cercando comunque di stabilizzare i livelli di reddito. Altra problematica del comparto è il raggiungimento di un punto di equilibrio con le politiche urbanistiche e delle infrastrutture, che portano molto spesso in un medesimo spazio fisico ad una sovrapposizione.
Inoltre la difesa della pesca significa anche salvaguardia del patrimonio culturale dei territori costieri, fortemente insidiato dallo spostamento della popolazione lavorativa verso altri settori, che ha come conseguenza l’abbandono dei mestieri tradizionali e lo spopolamento dei centri minori (con particolare riferimento ai contesti isolani).
Reti e Infrastrutture
In una logica di sviluppo sostenibile delle aree costiere rilevante è anche il settore delle reti e infrastrutture, attualmente caratterizzato dalla presenza di due scenari: da una parte troviamo alcuni contesti territoriali con elevato deficit di reti e infrastrutture, che si traduce in motivo d’isolamento e freno per lo sviluppo economico; dall’altro troviamo aree in cui in spazi ben limitati si concentrano varie tipologie di infrastrutture, che si traducono in un serio pericolo per la difesa della risorsa territorio e del suo habitat.
L’accessibilità e la fruibilità delle coste in una logica sostenibile è negli obiettivi della metodologia ICZM, attraverso la promozione dello scambio ferro-gomma-nave, l’implementazione delle autostrade del mare e delle forme alternative di mobilità privata.
E’ necessario ricordare come questo approccio metodologico riguardante l’accessibilità delle coste trova un preciso richiamo nel Programma Integrato degli Interventi della L.R. 01/01 (Azioni II.1.1 e II.1.2.).
Urbanizzazione
Nell’interpretare il territorio come risorsa da difendere, si rende necessario affrontare in maniera esplicita la tematica dell’urbanizzazione. Negli ultimi decenni si è assistito a fenomeni di urbanizzazione non proporzionata alle reali esigenze demografiche, ma frutto delle dinamiche del mercato immobiliare, con particolare riferimento al fenomeno della seconda casa al mare.
Questo fenomeno caratterizzato in alcuni casi da una cementificazione selvaggia, che ha colpito in maniera indelebile l’habitat costiero, è anche una delle principali cause del fenomeno di erosione costiera (specialmente dove è stato distrutto il sistema dunale).
Si avverte quindi la necessità in una logica di approccio sostenibile, di adeguare gli strumenti urbanistici (PRG, varianti, etc.) alle reali esigenze del territorio tenendo conto della ‘capacità di carico dello stesso’.
Erosione
Fortemente connesso al dato dell’antropizzazione delle coste è il tema dell’erosione, fenomeno caratterizzato da un trend, che vede avanzare in quasi tutta Europa le acque del mare senza distinzione geografica.
L’erosione dovuta a vari motivi, quasi tutti comunque riconducibili all’opera dell’uomo (dighe, imbrigliamento di canali e fiumi, disboscamento, cementificazione delle coste, opere marittime, etc.), trova difficoltà, per la complessità del fenomeno, a trovare soluzioni specialmente per il lungo periodo. Questa considerazione parte da due assunti ormai incontrovertibili, gli effetti dei cambiamenti climatici e la limitata efficacia delle opere di difesa delle coste situate in mare.
In alcuni siti comunitari si va verso l’applicazione del ‘ritiro controllato’, con la rinaturalizzazione del territorio con specie vegetali autoctone. Il fenomeno erosivo evidenzia più di altri la connessione con le altre main areas (urbanistica, infrastrutture di comunicazione e turistiche, connessione con i territori dell’entroterra, etc.) e quindi la necessità di procedere verso una programmazione non relegata ai soli limiti della pianificazione settoriale.
Inquinamento delle acque
In questa filiera delle tematiche che incidono significativamente sull’equilibrio della risorsa territorio, troviamo l’inquinamento delle acque, miscellanea di vari fattori: la pressione demografica, il fenomeno turistico, gli incidenti navali, lo stato delicato di alcuni bacini idrografici, l’uso di sostanze nocive in agricoltura.
La qualità delle acque vede nell’ICZM la massima espressione dell’approccio sistemico intersettoriale e interterritoriale, basti pensare al bacino adriatico, un comprensorio geografico condiviso da più realtà nazionali e da più settori produttivi e demografici, con forti differenziazioni, ma in cui le scelte in tema d’inquinamento delle acque di Capo d’Istria non possono essere scisse da quello che accade a Marina di Ravenna.
Le acque hanno acquisito un ruolo così importante per i paesi dell’Unione Europa da spingere la Comunità ad emanare una Direttiva in cui viene dato agli stati membri un periodo massimo di 15 anni per attuare politiche di garanzia della buona qualità delle acque.
Difesa dell’habitat
Prettamente connesso all’inquinamento delle coste è la problematica della difesa dell’habitat, che vede la presenza lungo i litorali di numerosissime zone di pregio ambientale (alcuni dei quali hanno trovato una loro consacrazione nei SIC e nelle ZPS).
Nonostante negli ultimi anni le varie amministrazioni nazionali e regionali, siano state promotrici di una politica di difesa dell’habitat, con l’allargamento dei perimetri delle aree protette, l’aumento delle risorse dedicate, il sostegno a politiche economiche settoriali in grado di garantire la sostenibilità, si assiste comunque alla cosiddetta ‘erosione della biodiversità’.
Per contrastare tale trend vi è l’insito bisogno, a prescindere dalle politiche comunitarie e nazionali, di un processo culturale che faccia comprendere agli attori locali l’habitat non più come dimensione restrittiva, ma come possibilità di sviluppo economico per le popolazioni locali.
Progetti Comunitari
La Comunità Europea ha avviato il suo percorso di applicazione della metodologia per la Gestione Integrata delle Zone Costiere attraverso l’implementazione e la verifica dei risultati attesi di 34 progetti legati a vari programmi comunitari. (vedi allegato in fondo alla pagina)
ICZM nel Lazio
Le caratterizzazioni e le problematiche del litorale laziale, possono essere ricondotte all’interno di un campo d’indagine e di azione più ampio, rappresentato dalla metodologia comunitaria di gestione delle coste.
L’ambito costiero laziale vive da tempo un profondo contrasto dovuto alla contemporanea esigenza di crescita economica da una parte, e alla necessità di salvaguardia del delicato equilibrio ambientale dall’altra. In questa logica bisogna affrontare il rapporto problematico tra le attività produttive legate all’economia della costa (con particolare riferimento al turismo e alla pesca) e la ‘risorsa’ territorio. Si rende necessario implementare una metodologia che stabilisca i limiti di utilizzazione e i principi di gestione, e che permetta di preservare il territorio garantendo le basi per uno sviluppo economico sostenibile.
La Regione Lazio ha iniziato con L.R. 01/01 e il relativo Programma Integrato degli Interventi il suo percorso verso la Gestione Integrata delle Zone Costiere.
All’interno del Programma Integrato esiste l’azione I.1.7 che prevede l’individuazione di alcune aree pilota dove sviluppare la metodologia comunitaria; a sovrintendere tale processo è posta una Commissione che vede il coinvolgimento dei seguenti soggetti: Regione Lazio, Università di Cassino, Università della Tuscia, Università La Sapienza di Roma, Osservatorio dei litorali, Litorale Spa ed il suo Osservatorio.
DOCUMENTI ALLEGATI
Presentazione iczm Fondi – Terracina – Parte 1
Presentazione iczm Fondi – Terracina – Parte 2
Presentazione iczm Montalto – Tarquinia


